Il Natale, don Bosco e dintorni

Per il ritiro della classi quarte, abbiamo deciso di fare una specie di gioco/sondaggio per il centro di Mogliano.


Ogni classi ha formato dei gruppetti che hanno girato in cerca di alcune persone a cui porre delle domande, tre sul natale e 3 su don Bosco. Ogni gruppo doveva chiedere prima di tutto alla persona se aveva già risposto alle domande ad un altro gruppo, in modo che il numero di persone intervistate fosse abbastanza ampio. 

Ne abbiamo riportato qualche riflessione. 

1) L’Astori è gestito da una congregazione religiosa: come si chiama? 

Per questa domanda, sorprende la varietà delle risposte, più che gli errori. Però non è male il dato di quanti hanno risposto correttamente. Ci sarebbe da capire se i “non so” sono sintomo di una indecisione tra nomi di congregazioni, oppure la carenza di conoscenza del mondo religioso. 

2) Da chi sono stati fondati i salesiani? 

Anche qui, consola il sapere che don Bosco è conosciuti, e addirittura come fondatore dei salesiani. Ci sarebbe da capire anche per questa domanda a cosa è riferito il “non so”. Interessante notare che qualcuno conosce san Francesco di Sales, e forse ha confuso il fondatore dei salesiani con il santo da cui è stato preso il nome.

3) In che anni è vissuto don Bosco? 

Sono più le risposte giuste che quelle sbagliate. Pur essendo, anche quelle che citano il 19 secolo, non sempre precise.
Don Bosco è nato nel 1815, e morto nel 1888. E’ quindi vissuto sempre nel 1800.
Forse, per la sua modernità è difficile pensarlo così distante (ormai ci separano più di due secoli dalla sua nascita), d’altra parte per molti è un santo del passato, e pur non sapendo dove collocarlo, sicuramente non è dei giorni nostri. 

4) Gesù è nato il 25 dicembre dell’anno 0? 

Sfatiamo con questa domanda, e si poi risultati, un dato che in realtà è una pura convenzione: Gesù non è nato né l’anno 0, né il 25 dicembre.
I vangeli che riportano qualche riferimento cronologico rispetto alla nascita di Gesù sono addirittura discordi tra di loro. Non perchè non sanno quando è nato, ma per la fatica di datare un avvenimento che, al momento della redazione dei vangeli, era un po’ lontano per essere ricordato con tali dettagli. 

Le intenzioni degli evangelisti, riportando riferimenti a date, avvenimento e personaggi storici, sono quelle di incarnare Gesù nella storia, e nella storia della sua terra.
Tutt’ora non è facile capire l’anno in cui è nato, ci sono varie teorie.
Di sicuro, è nato! 

5) Quanti erano i re Magi? 

Ovviamente, 3! E invece, no!
I vangeli non riportano mai ne’ il numero né i nomi dei personaggi che dall’Oriente giungo per adorare e venerare Gesù.
L’unico riferimento che danno è “Alcuni” (ricordiamo che è solo il vangelo di Matteo che ne parla). Probabilmente la tradizione ne ha sempre pensati 3 per i doni che hanno portato, oro, incenso e mirra. Che in realtà non sappiamo se sono esattamente quelli, ma per Matteo hanno un significato teologico ben preciso, cioè dire l’identità del bambino: oro al re, incenso al Messia (sacerdote), mirra al “sepolto”.
Possiamo dire che sicuramente qualcuno è arrivato dell’Oriente per venerare Gesù; Matteo ha colto questa occasione per dire come l’identità di Gesù fosse chiara per tutto il mondo, anche per i più distanti.

6) Gesù è nato in una stalla o in una grotta? 

Di sicuro non è nato in un alloggio o in un albergo, perchè non c’era posto.
Di sicuro, i vangelo non ci riportano il luogo dove è nato, e quindi, da questo punto di vista la risposta più giusta sarebbe stata “non so”.
Gli studiosi però sostengono che, essendo Giuseppe e Maria a Betlemme in cerca di un alloggio, e non trovando posto, abbiano dovuto/potuto occupare uno degli ambienti di riparo per gli animali accanto agli alloggi; o comunque una specie di tettoia sempre di proprietà di un alloggio, magari usata come magazzino.
Nulla, comunque, che riguardi una grotta (Gesù non è nato in mezzo ai monti), il freddo e gli animali (che ci sono nel presepe perchè quando san Francesco ha fatto il prototipo vivente a Greccio, lì sì c’era bisogno di un po’ di riscaldamento naturale!).