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Lettera di Don Filippo dall'Etiopia

 

Carissimi amici, come state?
Spero bene, qui e’ scoppiata l’estate, cioe’ il periodo più caldo
dell’anno, temperature fissa ormai da giorni sui 40°, una luuuuuunga
quaresima che ci portera’ alla Pasqua, che per noi che seguiamo il
calendario della chiesa cristiana ortodossa qui in Etiopia, sara’ il
24 aprile.

Siamo a febbraio e tutte le scuole del paese fanno un periodo di
vacanza di circa due settimane, tra il primo e secondo semestre, qui
non ci sono le vacanze di Natale. Anche la nostra missione respira un
pò, con la pausa dei nostri 4 asili e della nostra libreria con i vari
corsi per gli studenti.
Tutti ne approfittano per andare al fiume, distante circa 7 km da Lare
per raccogliere il granoturco che avevano seminato tre mesi fa, sulle
rive del fiume.
L’oratorio pomeridiano è sempre aperto anche se in questo periodo ci
sono le competizioni tra i vari villaggi organizzati dal governo,
sfide a calcio, pallavolo e basket, per cui l’oratorio si svuota.

Continuano molto bene le attività della parrocchia, stiamo visitando
le varie famiglie, un impegno lungo di tre mesi, siamo a piu’ di
meta’. In questo periodo le richieste dalle famiglie sono soprattutto
per il cibo, per chi non riesce a coltivarlo al fiume oppure ha
qualche altro problema. Ogni mese cerchiamo di aiutare una ventina di
famiglie in difficolta’ con del granoturco per fare la polenta. Un
altro aiuto sono dei materassi, per delle nuove famiglie o per chi non
l’aveva ancora ricevuto e infine un aiuto per le medicine, pocchi
hanno dei soldi in tasca e allora vengono alla missione, noi gli diamo
qualche cosa per andare alla clinica e comprare le medicine.
E poi aiuto per due famiglie che hanno avuto due gemelli per comprare
il latte, per delle capanne, per dei recinti, per....

Per tutti comunque cerchiamo di dare un momento di ascolto, di
dialogo, di comprensione delle difficoltà, di aiuto e sostegno se
possiamo.
Questo ci ricorda sempre che siamo qui non solo per portare qualche
cosa, qualche aiuto, ma soprattutto per condividere la vita, le
difficoltà e aiutare ad avere fiducia in se stessi, a pensare con
speranza al proprio domani, prima di tutto parlandone, condividendo,
sentendo che a qualcuno importa che nella vita sto vivendo quella
cosa. Poi, piano piano, si cerca di fare dei passi insieme. Alle volte
e’ semplice e alla volte e’ molto complicato e ci vuole tanta
preghiera.

Abbiamo iniziato la domenica la Grande Catechesi, siamo in tre che
affrontiamo vari temi, legati insieme con il filo conduttore dei Dieci
Comandamenti, o meglio delle Dieci Parole, trasformando l’omelia in un
bel incontro interattivo.

Anche le attivita’ delle vari cappelle continuano, soprattutto adesso
che possiamo visitarle tutte, Gok, Kubri e TiaJiak, e la nuova di
Pilual con la catechesi e la Messa al sabato o alla domenica.
E’ arrivata la macchina per scavare un nuovo pozzo a mano per l’acqua
a Pilual, ma dopo due giorni si e’ rotta. Stiamo aspettando che torni
da Gambella con il pezzo riparato e che possa finire il lavoro,
soprattutto trovando l’acqua, per questo nuovo bel pozzo a Pilual.

Notizie dalla guerra in Etiopia, in Tigray: dopo la ritirata dei
ribelli tigrini dentro la loro regione, il governo ha aperto qualche
varco per far entrare vari aiuti umanitari alle popolazioni di quella
regione, pero’ ancora non sono iniziati i negoziati di pace, tutto
tace, ma speriamo che al piu’ presto possano iniziare.
Anche in Sud Sudan, appena a10 km dalla nostra missione, ci sono stati
degli scontri in questo mese tra i soldati del governo e quelli nuer,
la situazione in Sud Sudan e’ migliorata, ma per la pace nelle varie
regioni e soprattutto in quella vicino all’Etiopia ci vuole ancora
molto tempo.
Abbiamo avuto alcuni attacchi da parte dei Murle, una tribu’ che vive
in Sud Sudan, ma cher durante i mesi caldi, viene in Etiopia per
rubare mucche e bambini. Hanno attaccato una autobulanza e ucciso
parecchie persone qualche settimana fa. Il governo ha costrituito una
milizia di soldati per proteggere il confine la gente che adesso vive
vicino al fiume.

Iniziera’ la quaresima tra poco, e il primo inivito e’ di pregare di
piu’, per la pace, perche’ non scoppi la guerra, come in Ucraina,
perche’ chi ha subito una perdita trovi sollievo, il secondo invito e’
di spostare il baricentro della nostra vita da noi stessi a Dio e gli
altri, avendo un pensiero per Dio e per gli altri.
Da qui vi ricordiamo tutti volentieri e preghiamo per voi. Grazie e a presto.
Abba filippo

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